Ospedale

Ricordando Nadio Trubbianelli

Nel ricordo di Nadio, Vicepresidente dell’Associazione e volontario del gruppo ospedaliero, pubblichiamo il testo del telegramma inviato alla sua famiglia.

Per noi Nadio è stato come una meteora molto luminosa. Da due anni nostro volontario e dal marzo di quest’anno vicepresidente. Una breve ma profonda e intensa presenza nel dono agli altri.
Pensando al Signore Risorto, ci uniamo al vostro dolore e lo portiamo nella preghiera.
Mauro Cagiotti
Presidente Associazione Perugina di Volontariato

L’ultimo saluto a Nadio è stato dato con le esequie di giovedì 5 ottobre presso la chiesa parrocchiale dell’Oasi S. Antonio di Perugia. Questa la preghiera che abbiamo formulato nel corso della Celebrazione Eucaristica:

Signore ti ringraziamo perché abbiamo condiviso con Nadio un tratto di strada nel servizio gratuito ai poveri, ai malati dell’Ospedale. La gioia e la speranza che ha portato nell’incontro con gli ultimi, sia per noi motivo di perseveranza nel continuare la strada da Nadio tracciata.

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Gruppo ospedaliero: incontro sul Venerabile Vittorio Trancanelli

Vittorio TrancanelliNell’ambito degli incontri del gruppo di volontariato APV dell’Ospedale S.Maria della Misericordia di Perugia, martedì 2 maggio alle ore 17.30, presso i locali della Parrocchia di San Sisto, Padre Bruno Ottavi – Cappellania dell’Ospedale – presenterà la figura del Venerabile Vittorio Trancanelli.

Vedi: http://www.vittoriotrancanelli.it

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Regole pratiche dei Volontari ospedalieri

Pubblichiamo le seguenti regole a cui si devono attenere i Volontari che prestano servizio presso l’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia,

  1. Passare in portineria per prelevare le chiavi dello spogliatoio e consultare, prima di iniziare il turno, l’agenda dove sono riportate le richieste di assistenza (N.B.: non fermarsi al turno precedente ma consultare anche il giorno precedente o due giorni precedenti).
  2. Se, in base al n. di volontari presenti al proprio turno, non si riesce a coprire tutte le richieste, stabilire delle priorità dettate dalla gravità della malattia, dalla difficoltà a nutrirsi, dalla situazione di autosufficienza o meno del paziente, dal carico lavoro del personale infermieristico etc.
  3. Indossare sempre il grembiule in dotazione e porre in evidenza il tesserino di riconoscimento APV con foto e nome.
  4. In corsia, anche se si hanno indicazioni precise nell’agenda, contattare il caposala/capoturno o, comunque, il personale infermieristico per confermare, annullare, ampliare la prestazione di assistenza.
  5. Prima di entrare in camera lavare le mani con il disinfettante presente (quasi sempre) in corridoio e indossare i guanti sterili reperibili anche sul carrello degli infermieri.
  6. L’approccio con il malato deve avvenire in umiltà, calma e delicatezza, cercando di capire da lui cosa si aspetta dai volontari, non aggredirlo mai con domande volte a conoscere i motivi del ricovero (questo verrà in seguito quando si sarà creato un clima di confidenza); tenere presente che la privacy del paziente è sacra!
  7. Svolgere esclusivamente attività di supporto morale e sociale, non sanitaria; aiutare il paziente a consumare il vitto (anche se non si dovrebbe imboccare il malato!) senza forzarlo e, alla fine del pasto, riporre il vassoio nell’apposito carrello e riferire sul consumo del vitto al personale infermieristico
  8. Non assicurare mai la presenza di volontari nei turni o giorni successivi.
  9. Non operare mai acquisti per il malato, anche dietro sua specifica richiesta, a meno che non si sia autorizzati dal personale infermieristico.

10. Non movimentare il paziente in nessun caso eccetto che si venga autorizzati dal personale sanitario o da questo richiesto.

11. Rispettare regolamenti e disposizioni vigenti nella struttura, utilizzare i dispositivi di protezione individuale, provvedere allo smaltimento di eventuali rifiuti non speciali, ad esempio i rifiuti alimentari.

12. Alla fine del servizio riportare la chiave dello spogliatoio in portineria e scrivere nell’agenda le attività svolte e le richieste del paziente o del personale sanitario (se ha bisogno anche per i giorni successivi a pranzo, a cena o entrambi); segnalare l’eventuale dimissione di un paziente fino ad allora assistito e riportare le eventuali prestazioni richieste e non esplicate a causa dell’eccessivo numero; firmare o, comunque, scrivere i nomi dei volontari che hanno prestato la propria opera di assistenza per permettere al responsabile del gruppo di conteggiare alla fine dell’anno le ore di attività dei volontari ospedalieri.

13. In caso di assenza dal servizio nel/nei giorni di competenza avvertire il responsabile del gruppo o un collega dello stesso turno; lo stesso si faccia per i periodi di ferie.

Nota a cura di Francesco Seghetta

Regole volontariato ospedaliero APV

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GRUPPO di VOLONTARIATO - OSPEDALE S. MARIA DELLA MISERICORDIA

ATTIVITÀ

Incontro con i malati per l’ascolto e il sostegno principalmente con coloro che vivono il ricovero in assenza di familiari o altre persone di riferimento.
COME SEGNALARE LA RICHIESTA DI VISITA:LOGO telefono mail

-       Portineria dell’ospedale, su agenda APV

-       Referente del gruppo 334 1315540

-       E-mail: apv.ospedalepg@gmail.com

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3° Meeting: "E io vi ristorerò..." nella sofferenza la Speranza - Magione 3 maggio 2015

Logo meeting solo cerchioL’Associazione Perugina di Volontariato partecipa all’evento promosso dall’Ufficio di Pastorale della Salute della Diocesi. Il Meeting vuole essere un incontro di riflessione e festa con anziani, malati, disabili, operatori sanitari, volontari e famiglie.

Scarica il programma: http://diocesi.perugia.it/curia-per-la-pastorale-della-salute/

 

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2° Meeting: "E io vi ristorerò..." nella sofferenza la Speranza

Incontro di riflessione e festa con anziani, malati, disabili, operatori sanitari, volontari e famiglie

Domenica 28 Settembre 2014

Parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa Montelaguardia

E io vi ristorerò – programma

E io vi ristorerò – locandina

 

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LONTANO DA TUTTO E DA TUTTI, DIMENTICATO DA TUTTI: farsi prossimo in ospedale

Un giorno di qualche anno fa, quando ancora quasi tutte le strutture ospedaliere erano ubicate al Policlinico di Monteluce, ci venne segnalata la presenza di uno straniero al reparto di Medicina Interna, molto malato e con un carattere particolare, per cui anche l’azione dei volontari non era così gradita.

mano pospedale2Insieme a Giovanna, mia compagna di attività di sempre, presi contatto con la capo-sala e concordammo con lei la nostra prima visita. Ben presto sperimentammo che quel signore era un introverso, parlava pochissimo soprattutto di sé, anzi la nostra prima sensazione fu che fosse scocciato di quella nostra presenza. Ma noi, seguendo quello che è il compito di qualsiasi volontario ospedaliero, abbiamo insistito senza parlare troppo e senza ostentare la nostra presenza e siamo andati a trovarlo nelle settimane successive. Piano piano siamo riusciti a farlo sciogliere e allora ci ha svelato la sua identità (si trattava di un marocchino proveniente da Marrakech che passava i suoi giorni da “barbone” nella zona della Pallotta), ci ha informati dei suoi gravissimi problemi di salute. Il nostro compito prevede che, oltre a portare al malato una parola di conforto, lo aiutiamo a mangiare, soprattutto colui che non è autosufficiente ad espletare questa funzione vitale e così facevamo anche con il nostro assistito, ma lui mangiava per un pulcino.

La degenza andò avanti per settimane e settimane, finché le sue condizioni non peggiorarono e fu trasferito in rianimazione. La settimana successiva non andammo a visitarlo (la nostra presenza in rianimazione non è richiesta); andammo invece la settimana dopo per curiosità a domandare delle sue condizioni di salute; ci avvertirono che era deceduto proprio quello stesso giorno; ci fecero entrare per sapere se parlavamo della stessa persona. Era lui, praticamente procedemmo al suo riconoscimento; naturalmente nessuno lo aveva mai cercato, aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita da solo, lontano da tutto e da tutti, dimenticato da tutti, anche dai suoi parenti che dal Marocco non si erano mai fatti vivi.

Ha trascorso gli ultimi suoi giorni “peggio di un animale” e “peggio di un animale è morto”. Noi non siamo riusciti a sapere nemmeno dove l’hanno portato per la sepoltura; non possiamo portare neppure un fiore sulla sua tomba. E’ possibile che l’umanità arrivi a tanto? Quando avvengono cose inspiegabili con la logica umana ci vien fatto di dire:”Dio, ma dove eri?” ma, in questo caso ci viene più naturale domandarci: ”Uomo, Umanità dove eri?”.

 Francesco Seghetta, volontario APV

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Tirocinio conclusivo

disegno ospedale 1I volontari del gruppo, costituito da circa venticinque persone, visitano i malati che si trovano prevalentemente soli, ricoverati presso i reparti dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Le richieste sono segnalate dagli operatori sanitari e vengono raccolte in un’agenda presso la portineria dell’ospedale. I nostri volontari garantiscono una presenza dal lunedì al venerdì, sia la mattina che il pomeriggio. La responsabile del gruppo coordina l’attività e cura gli incontri periodici del gruppo.

I quindici tirocinanti del corso di formazione “Ero malato e mi avete visitato Corso di formazione per volontari    aprile – maggio 2013” stanno sperimentando, affiancati dai volontari  dell’APV, il servizio di prossimità ai malati presso i reparti dell’ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia. Al termine del tirocinio e dopo valutazione con i referenti dell’associazione, potranno essere inseriti nel gruppo di volontariato ospedaliero.
Nella recente riunione che si è tenuta con i volontari del gruppo ospedaliero c’è stato uno scambio dell’esperienza in corso, dove nel racconto degli incontri con i pazienti, è emersa la soddisfazione per questo servizio e l’intenzione di proseguire. Preziosi sono risultati i consigli e le valutazioni dei volontari esperti per i tirocinanti che, nella riunione del gruppo, hanno presentato le varie difficoltà di gran lunga inferiori agli aspetti positivi vissuti nel corso delle visite ai malati.

Si ricorda che l’iniziativa è stata promossa da:
Associazione Perugina Volontariato (APV) – promossa da CARITAS diocesana
UFFICIO DIOCESANO PASTORALE della SALUTE

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