Preghiera dell’operatore sanitario

Padre Arnaldo Pangrazzi, Camilliano
Rallenta il mio passo affrettato, o Signore,
e rendimi uno strumento più efficace
della tua misericordia.
Benedici la mia mente
Perché non sia indifferente o insensibile,
ma sia attenta ai bisogni del prossimo sofferente.
Benedici i miei occhi perché siano in grado
di riconoscere il tuo volto nel volto di ogni malato
e ne portino alla luce i tesori interiori.
Benedici i miei orecchi perché accolgano
le voci che chiedono ascolto, e rispondano
ai messaggi di chi non sa esprimersi a parole.
Benedici le mie mani perché non rimangano chiuse o
fredde, ma trasmettano calore e vicinanza
a chi ha bisogno di una presenza amica.
Benedici le mie labbra perché non pronuncino
frasi fatte o parole vuote, ma sappiano esprimere
la comprensione e la gentilezza che nascono da un cuore che ama.
Benedici i miei piedi, o Signore, perché io possa lasciare
buoni ricordi del mio passaggio e contribuisca a promuovere
il dialogo silenzioso del malato con Te.

 

 

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