VADEMECUM dei Volontari carcerari

1.    Scopo del volontario carcerario dell’Associazione Perugina di Volontariato (APV) è quello del sostegno morale al detenuto con il preciso scopo del reinserimento sociale e rieducazione dell’individuo perché, chi ha sbagliato, possa correggersi e redimersi.
2.    Per poter aiutare la persona al suo recupero è necessario permettergli di esprimersi, di poter parlare, di portare fuori il proprio mondo interiore. Pertanto l’atteggiamento fondamentale del volontario nei confronti di una persona detenuta che soffre, non consiste nell’abbondanza di parole o di consigli, ma nella disponibilità all’ascolto.
3.    Il volontario deve conoscere e rispettare tutte le regole impartite dalla Direzione del carcere ed avere  con tutta la struttura penitenziaria, specialmente con gli agenti di custodia, anche con quelli che non condividono la nostra presenza, un atteggiamento di rispetto e di collaborazione.
4.    Il volontario deve vedere nel detenuto un uomo, con la sua dignità di persona, indipendentemente dalla nazionalità o religione perché, di fronte a Dio, siamo tutti fratelli.
5.    Le richieste prioritarie dei detenuti sono gli indumenti e piccoli sussidi. Questo tipo di servizio permette di creare con il detenuto un primo contatto  che deve sfociare poi, in un più ampio progetto che ha come obiettivo quello del suo reinserimento sociale e rieducativo.
6.     I volontari possono portare gli indumenti soltanto il lunedì e il sabato.
7.    Per la consegna degli indumenti, il detenuto deve fare la “domandina” specificando il tipo e la taglia.
Il volontario, una volta che gli è pervenuta la richiesta del detenuto, verificherà dalla scheda se in precedenza abbia avuto analogo materiale. Provvederà quindi a preparare quanto richiesto per poi consegnarlo al successivo colloquio, evitando così di prelevare gli indumenti dagli armadi  in sua presenza.
8.    Per eventuali piccoli sussidi in denaro richiesti dai detenuti, è opportuno rivolgersi ai cappellani perché hanno a disposizione un fondo elargito a tale scopo. Nell’eventualità che qualche volontario, di sua spontanea volontà, volesse fare qualche versamento in denaro, è opportuno che si accerti allo sportello dei colloqui, se sono stati fatti di recente versamenti da altre persone.
9.    Il volontario deve presentarsi al detenuto soltanto con il proprio nome evitando assolutamente di dare altre generalità. Nell’eventualità che al volontario venisse richiesto di fare una telefonata all’avvocato o ai familiari, è necessario analizzare bene il contenuto che si dovrebbe trasmettere. Comunque è preferibile dire al detenuto che i volontari non possono fare telefonate e che dovrebbero rivolgersi ai cappellani.
10.     I volontari non possono riferire all’esterno del carcere informazioni personali dei detenuti acquisite durante i colloqui. Non sono ovviamente autorizzati a divulgare notizie ai mass media.

Perugia, 3 dicembre 2012

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